la selezione di settembre

Sidro Di Mele - Azienda Agricola Tre Rii

AZIENDA: Az. Agr. Tre Rii Corniglio Parma

REGIONE: Emilia-Romagna

TIPOLOGIA: Sidro frizzante

MELE: 50% mela rosa, 50% varietà locali perlopiù selvatiche

RACCOLTA: 2017

COLORE: Giallo paglierino

PROFUMO: Mela fresca e matur

GUSTO: L’effervescenza esalta il fruttato di mela

GRADAZIONE: 5% sidro dolce – 7,5% sidro secco

ABBINAMENTI SIDRO SECCO: Quiche e crêpes salate | Formaggi a pasta morbida

ABBINAMENTI SIDRO DOLCE: Torta di mele | Strudel | Crêpes dolci

TEMPERATURA DI SERVIZIO: 6 e 12°C

Il sidro di mele rappresentava la bevanda delle popolazioni che vivevano in montagna o in luoghi dove non si poteva coltivare l’uva e si usavano le mele per ottenere un prodotto fermentato simile al vino. Questa bevanda è diffusa soprattutto in Bretagna, in Normandia, nei Paesi Baschi e nel Regno Unito.

Questo sidro di mele nasce a Corniglio, paesino ubicato alla fine dell’Emilia e confinante con la Regione Toscana, accanto al Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano. Filippo Valla, il titolare della piccola azienda, ha riscoperto un’antica tradizione montana, infatti fino agli anni 50’ era consuetudine produrre “al ven de pom”. La famiglia da generazioni possiede un podere a 1000 metri d’altitudine con alberi da frutto e meli ormai centenari.

Ma cos’è il sidro e come si fa? Il sidro è una bevanda moderatamente alcolica ottenuta tramite la fermentazione del succo di mele. Tra ottobre e novembre si raccolgono le mele, vengono triturate e pressate ed il succo seguirà una fermentazione. Dopo questi passaggi bisogna lasciare decantare il liquido per tutto l’inverno, il freddo della montagna è il miglior chiarificante naturale. Di solito con la primavera il sidro è pronto, verrà imbottigliato e rifermenterà per la presa di spuma.

Il sidro più secco si accosta bene con crêpes e torte salate, formaggi vaccini a pasta morbida e assolutamente da osare anche con un piatto di cozze. Il sidro dolce invece si abbina alla torta di mele, strudel e crêpes dolci. Lo si può gustare in un calice da vino o bicchiere a tulipano per gli spumanti, bevuto freddo il suo delicato perlage esalta il caratteristico profumo fruttato di mela ed è ottimo anche come aperitivo.

la selezione di settembre

Wolfburn - Single Malt Scotch Whisky

AZIENDA: Wolfburn Distillery, Thurso

REGIONE: Highland, Scozia

TIPOLOGIA: Single Malt Scotch Whisky

INVECCHIAMENTO: 3 anni in botti di bourbon

PREMI: Doppia Medaglia d’Oro FifyBest, Medaglia d’Oro World Whiskey Awards 2017, Medaglia d’Oro IWSC 2016

PROFUMO: Aromi fruttati, sentori di cereali e una traccia di fumo di torba

GUSTO: Complesso con toni dolci di noci, uva e miele

GRADAZIONE: 46%

Wolfburn Distillery è la distilleria più settentrionale della Scozia, collocata nelle Highlands del Nord, a qualche manciata di metri dalla fine del Regno Unito (isole escluse). La prima distilleria Wolfburn nasce nel 1821, all’epoca era la più grande produttrice di whisky del paese e cesserà la sua attività verso la fine del XIX secolo.

La nuova Distilleria è stata eretta nel 2013 a poche centinaia di metri dalle rovine della precedente e per la produzione dei suoi Whisky usa l’acqua della sorgente che le scorre accanto come ai tempi passati. La distilleria è stata progettata da zero per essere efficiente e allo stesso tempo tradizionale, non ha automazione e dalla macinazione all’imbottigliamento tutto viene eseguito a mano, con una particolare cura nella scelta dei migliori ingredienti.

Wolfburn Northland è facilmente riconoscibile dal lupacchiotto in etichetta ed è la fedele incarnazione dello storico distillato prodotto “alla vecchia maniera” mediante un alambicco pot still a doppia fermentazione. È un single malt scozzese artigianale, ottenuto da solo orzo maltato, invecchiato per almeno 3 anni in vecchie botti di bourbon e imbottigliato in loco. Da quando è stato lanciato nel marzo 2016 ha riscontrato un ottimo successo vincendo prestigiosi premi. Interessante pure il rapporto qualità prezzo.

Al naso si presenta con sentori fruttati ed agrumati, note floreali, sentori di malto, profumo salmastro e chiude con un leggero accenno al fumo di torba. Al palato è morbido, i profumi percepiti al naso si ripropongono in bocca arricchendosi di sentori di miele e noci, con un finale quasi marino. Servirlo in un bicchiere a tulipano con gambo corto, assagiarlo liscio o accompagnato con del cioccolato amaro.

la selezione di settembre

Poggio Del Cinghiale - Francesco Franchini

AZIENDA: Francesco Franchini, Lamone

REGIONE: Ronco di Castelrotto

DENOMINAZIONE: Ticino DOC Merlot Riserva

TIPOLOGIA: Rosso fermo

VITIGNI: Merlot

AFFINAMENTO: 15 mesi di barriques (80%) nuove

COLORE: Rosso rubino brillante

PROFUMO: Piccoli frutti scuri, fiori, spezie e balsamico

GUSTO: Di corpo, tannico, armonico

GRADAZIONE: 12,8%

ABBINAMENTO: Primi e secondi a base di carne | Cacciagione a pelo | Formaggi stagionati

TEMPERATURA DI SERVIZIO: 16-18°C

Una piccola realtà nata nel 1985 dalla grande passione di Francesco Franchini per la natura, i vigneti ed il vino. Francesco si occupa di viticoltura fin da ragazzo, apprendendo le prime nozioni dal papà per poi seguire corsi di formazione all’Istituto Agrario di Mezzana e specializzarsi a Bordeaux. Insieme alla moglie Paola possiedono un bellissimo appezzamento nel Malcantone, che grazie ad un’intensa insolazione e notti fresche prima della vendemmia, permette all’uva di raggiungere una bella maturazione e mantenere gli aromi. In questa zona sono arrivati i primi cinghiali della regione e questo fatto ha ispirato il nome del vino “Poggio del Cinghiale”.

Le uve di questo Merlot Riserva crescono sulle soleggiate colline di Castelrotto, 3000 ceppi ca. Il terreno è profondo, leggero, sassoso e con una buona permeabilità. Il vigneto è terrazzato e sui pendii si sviluppa una flora variegata, importante per la biodiversità e vitale per l’equilibrio dell’ecosistema. Il “Poggio del Cinghiale” nasce da una piccola produzione, vinificata con le uve selezionate dai ceppi più vecchi (oltre 35 anni) e segue un affinamento in barriques (80%ca) nuove per oltre 15 mesi.

Al naso si svela con un bouquet di piccoli frutti scuri maturi, floreale con richiami di petali di geranio, note speziate quale la liquirizia ed accenni balsamici. Al palato un vino di corpo, bei tannini grazie anche all’abilità di Francesco nel suo approccio delicato al legno di rovere, il tutto sorretto da una piacevole freschezza. Vino di carattere con un bel potenziale d’invecchiamento, con il tempo il bouquet si arricchirà ulteriormente. Si accosta bene a piatti succulenti a base di carne, cacciagione a pelo soprattutto ottimo accompagnato ad uno spezzatino di cinghiale e polenta nostrana.

L’intensa passione del vino è racchiusa in questa Riserva, “gocce di emozioni oltre i filari del tempo” parole di Francesco, a noi non resta che assaggiarlo e lasciarci conquistare.

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